domenica 11 settembre 2011

I GUARDIANI DEL DESTINO (G.Nolfi, 2011)

David Norris (Matt Damon) è un uomo politico di successo e sembra destinato ad una vita di trionfi professionali. Incontra Elise (Emily Blunt) e ne rimane folgorato. Il caso sembra volerli insieme, ma non sono della stessa idea i guardiani del destino, uomini in abito scuro e cappello, che fanno da supervisori al piano che il "Presidente" ha scritto per l'umanità.

Ennesimo film tratto da un racconto di Philip K.Dick, ma dimenticate questo particolare e andiamo oltre.
Prima volta da regista per lo sceneggiatore George Nolfi, che con i Guardiani del Destino dirige una love story non prevista nella storia già scritta dell'umanità. E detta così suona profetica e stupida allo stesso tempo. Riproviamo. David incontra Elise, che lo bacia appassionatamente e fugge perchè si è imbucata ad un matrimonio. Si incontrano per caso su un autobus, qualche tempo dopo, e David è felicissimo. Ma degli uomini col cappello, che hanno messo in standby tutto il personale del suo ufficio, gli dicono che nel piano del destino non è previsto che incontri Elise e bruciano il bigliettino su cui è scritto il numero della ragazza.

Forse raccontata così è un pò più chiara, ma sembra ancora stupida. Bene, andiamo avanti che magari riesco a riprendere le redini della situazione.
Generi come la fantascienza e l'horror funzionano perchè mettono in scena paure condivise attingendo dalla realtà. Il tema fondamentale di questo film attinge dalla speranza rassicurante, condivisa sin dalle popolazioni più antiche, che esista una qualche sorta di divinità che guidi il destino del genere umano pur avendogli donato il libero arbitrio. E di questa speranza propone la variante che anche la divinità possa cambiare idea e sbagliare...e quando viene scoperta dire: C'avevate creduto? In realtà vi stavo mettendo alla prova!

Non so se sono sulla buona strada per riscattarmi dall'inizio poco glorioso di questo articolo, ma proseguo indisturbata. Quale tema più edificante se non l'amore? L'idea che due persone siano davvero state pensate per essere l'una dell'altra, e che qualsiasi deviazione del cammino non potrà mai cancellare quel sentimento che brucia come una marcatura a fuoco, è un pensiero assai elevato (per noi cuori coccoloni). Peccato che nel film i nobili sentimenti e gli intrighi machiavellici si perdano tra impresari del destino che corrono dietro un futuro presidente degli Stati Uniti diluendo la sostanza esplosiva che sta dietro i pronostici.

La vita umana è, dunque, coordinata da una gerarchia di funzionari, capi d'ufficio e presidenti che si passano la pratica fino a risolverla. E come in ogni ufficio pubblico che si rispetti, le risposte sono vaghe e rimandate a qualcun altro che ne sappia di più. Non che per tutto il film si abbia l'impressione di essere alle poste o in una segreteria, ma sicuramente se ci si affeziona quasi subito alla bella coppia di protagonisti, è anche perchè non è dato comprendere il reale motivo del perché di tanto accanimento contro di loro. E quando sembra essere chiaro, ecco che arriva l'angelo buono, commosso, che suggerisce a David un piano. Il tutto senza alcuna conseguenza drammatica. Ecco cosa non perdono a questo film, il lieto fine. Molti momenti sono piacevoli (nonostante la mia presentazione), la vicenda scorre lenta ma la voglia di vedere come va a finire resiste, è il lieto fine che guasta del tutto la possibilità di un riscatto, di un'apoteosi spietata. Sarò cattiva ma che senso ha perseguitare due persone per anni e poi ritirarsi? Forse perché l'Amore è destinato a trionfare e Dio (il Presidente) è buono? Fantascienza.

RICETTA.
La mia idea, per questo film, era di proporre una ricetta che vi impegnasse per un pò di tempo. Qualcosa di abbastanza impegnativo da accaparrarsi il destino della vostra giornata in cucina. Ma non avevo idee abbastanza prelibate. Allora mi sono rivolta ad uno dei miei blog preferiti in campo culinario: giallozafferano.it. E guardate un pò cosa ho trovato:
ARROSTO DI VITELLO ALL'UVA
1 Kg ca. di noce di vitello
3 spicchi d'aglio
burro
prezzemolo
rosmarino
salvia
2 carote
2 cipolle
2 gambi di sedano
600 g di uva bianca e nera
bacche di ginepro
250 ml di vino bianco
olio q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
Prendete la vostra noce di vitello e appoggiatela su un tagliere; togliete con un coltello le eventuali cartilagini, quindi legatela con uno spago da cucina. Sistemate il rosmarino e qualche foglia di salvia sul vostro arrosto. Prendete una casseruola e, dopo aver fatto scaldare l'olio e il burro, adagiatevi la carne. Fate rosolare l’arrosto su tutte le sue parti, girandolo con un cucchiaio di legno, poi aggiungete il vino. Quando l'arrosto sarà ben rosolato trasferitelo in una tegame da forno, dove verserete anche il fondo di cottura. Mondate le carote, il sedano, le cipolle e l'aglio e poneteli nella pentola dell'arrosto insieme alle bacche di ginepro, al prezzemolo, al sale e al pepe . Lasciate cuocere in forno già caldo per un’ora a 180° (rigirando l'arrosto ogni tanto). Nel frattempo lavate bene l’uva, tagliate gli acini a metà e togliete i vinaccioli. Dopo l’ora di cottura, togliete dalla pentola le verdure e gli aromi, lasciando solo il fondo di cottura, dopodiché aggiungete gli acini e fate cuocere per altri 20 minuti mantenendo la temperatura a 180°. Una volta spento il forno lasciate riposare l’arrosto per qualche minuto,  poi tagliatelo a fette e servitelo assieme all'uva aggiungendo il sugo formatosi durante la cottura.

2 commenti:

  1. Forza! bp_1986, cosa ne pensi?

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  2. Questa si che è una ricetta!

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